
La responsabilità dell’ente ex D.Lgs. n. 231/2001 deve essere esclusa se questi ha ricevuto dal reato un vantaggio solo fortuito, cioè non attribuibile alla volontà della persona giuridica.

La responsabilità dell’ente ex D.Lgs. n. 231/2001 deve essere esclusa se questi ha ricevuto dal reato un vantaggio solo fortuito, cioè non attribuibile alla volontà della persona giuridica.
«In due giorni di requisitoria» i pm del processo per le tangenti Eni in Nigeria hanno detto, sul ruolo di Ciro Antonio Pagano, soltanto queste due righe: “Lo sventurato Pagano ha delle responsabilità perché é il rappresentante legale della società…
Secondo la Cassazione: “l’interesse giuridico tutelato dagli artt. 473 e 474 c.p. è la pubblica fede in senso oggettivo, intesa come affidamento dei cittadini nei marchi o segni distintivi che individuano le opere dell’ingegno, o i prodotti industriali e ne garantiscono la circolazione, e non l’affidamento del singolo, sicchè, ai fini dell’integrazione dei reati, non è necessaria la realizzazione di una situazione tale da indurre il cliente in errore sulla genuinità del prodotto; al contrario, in presenza di una contraffazione, i reati sono configurabili anche se il compratore sia stato messo a conoscenza dallo stesso venditore della non autenticità del marchio”.
Secondo la Cassazione “il delitto di riciclaggio non è configurabile nell’attività di sostituzione delle somme sottratte al pagamento delle imposte, mediante delitti in materia di dichiarazione se il termine di presentazione non è ancora decorso e la dichiarazione non è stata presentata”.
In tema di corruzione la Cassazione ha ribadito il principio di autonomia della responsabilità amministrativa dell’ente affermando che “in presenza di una declaratoria di prescrizione del reato presupposto, il giudice, ai sensi dell’art. 8, comma 1, lett. B) D.Lgs. n. 231/2001, è tenuto a procedere all’accertamento autonomo della responsabilità amministrativa della persona giuridica nel cui interesse e nel cui vantaggio l’illecito fu commesso, che però, non può prescindere da una verifica, quantomeno incidentale, della sussistenza del fatto di reato”.
Pertanto, secondo tale orientamento della Suprema Corte, l’assoluzione della persona fisica per il reato presupposto, che non sia intervenuta per insussistenza del fatto, non determina automaticamente un’esclusione di responsabilità della società ai sensi del d.lgs 231/2001.
Il Tribunale di Milano (Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari) ha adottato l’orientamento secondo cui la disciplina ex D. Lgs. 231/2001 non può essere applicata qualora la struttura della persona giuridica sia indistinguibile da quella fisica, in quanto verrebbe a mancare “la ratio di fondo della normativa sulla responsabilità delle persone giuridiche, la quale immagina contegni penalmente devianti tenuti da persone fisiche nell’interesse di strutture organizzative di un certo rilievo di complessità quale centro di imputazioni di rapporti giuridic,i distinto da chi ha materialmente operato».
La Cassazione ha confermato la legittimità costituzionale dell’art. 83, comma 4, d.l. n. 18/2020, che dispone la sospensione del corso della prescrizione nei procedimenti in cui operano la sospensione dei termini e il rinvio delle udienze per il periodo dal 9.3.2020 all’11.5.2020.
Tale disposizione, infatti, non si pone in contrasto con il principio di irretroattività della legge penale sfavorevole di cui all’art. 25, comma 2, Cost., poichè non ha introdotto una “nuova” figura di sospensione o modificato in senso sfavorevole la disciplina codicistica, ma si è limitata a prevedere una fattispecie di sospensione obbligatoria del processo, riconducibile alla norma generale prevista dall’art. 159, comma 1, c.p..
In tema di trasporto illegale di armi, la Suprema Corte ha infatti sancito la legittimità della misura cautelare personale – applicata dal Tribunale di Genova a carico del comandante della nave libanese “Bana” che a inizio 2020, trasportando armi dalla Turchia alla Libia, ha fatto scalo al porto di Genova – precisando che la giurisdizione italiana sussiste sulla base dell’art. 10, comma 2, c.p..
Pubblichiamo lo schema di decreto legislativo di attuazione della c.d. Direttiva PIF – Direttiva UE 2017/1371 – approvato dal Consiglio dei Ministri in data 6 luglio 2020, con cui la responsabilità degli enti ai sensi del D.lgs. 231/2001 è stata estesa ai reati tributari di dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, indebita compensazione, anche alla soglia del tentativo, nonché ai reati di frode nelle pubbliche forniture, frode in agricoltura, contrabbando, peculato e abuso d’ufficio.
In tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato tributario, la Cassazione conferma che è consentito nei confronti della persona giuridica solo quando il profitto è nella disponibilità della stessa; non è invece consentito se il profitto del reato tributario non è stato reperito, salvo che la persona giuridica sia uno schermo fittizio.